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Cultura e società

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Personaggi illustri

Rev. Cav. Carlo Cianci

E' nato a Castelgrande il 3 dicembre del 1881 da genitori modesti, ma poi e, per innata vocazione e pietà istintiva, si incammino allo stato ecclesiastico, sotto quell’eccellente modello di virtù, che fu Monsignor Felice Cianci, il benemerito fondatore del Seminario suburbano di Castelgrande, da lui eretto per voto nell’anno 1893, che fu quello della Beatificazione del suo serafico conterraneo S. Gerardo Maiella. Entrò come novizio nel 1895 tra i PR Redentoristi, e ne uscì dopo quattro anni per causa di salute, dopo avervi completa (o il ginnasio ed esservisi distinto per amore allo studio e fervore d’ingegno.)
Studiò quindi in patria diritto di natura, diritto canonico e le scienze filosofiche e sacre, sotto 1’insegnamento del compianto Arciprete Alfonso Cav. de Sanctis, distinto maestro e scrittore forbito e dotto di materie sacre.
Fu ordinato Sacerdote dal santo Vescovo di Muro Lucano, Mons. Raffaele Capone, il 23 settembre 1905, e il giovine levita si conquistò subito l’ammirazione del popolo per il suo zelo religioso e la sua profonda carità cristiana, di tal che venne nominato coadiutore dell'Arciprete de Sanctis, sino al 7 giugno 1909, anno in cui emigrò negli Stati Uniti, desideroso di portare il proprio fervore religioso a contatto di genti nuove, per rendere più grandi servigi alla sua fede.

Nicola Cianci di Sanseverino

Nato in Castelgrande il 6 aprile 1834 e finito nel pieno esercizio delle sue funzioni di magistrato il 12 luglio 1908. Reggeva spesso le udienze della gloriosa Corte di Cassazione di Napoli, e così lo ricorda il senatore Pietro Capaldo, nel celebrare il centenario di quel Supremo Collegio, che fu inaugurato nel dì 7 gennaio 1809 dal famoso Tommaso Caravita, il quale, da Presidente del Sacro Regio Consiglio passò, in quell’anno alla presidenza della Gran Corte di Cassazione, istituita da Re Gioacchino Murat.
Nell’esercizio dei suo ufficio, egli s’ispirò sempre al principio che una giustizia pronta ed energica può, con l’efficacia dell’esempio, frenare i malvagi, rincorare i buoni e tener desto nel popolo il senso morale; ma ricordo pure che se la fede nell’energia della repressione lo tenne lontano da una sistematica e sentimentale mitezza, non lo spinse però mai ad un rigore inopportuno, e non gl’impedì di essere pietoso, quando nella pietà scorgeva non una pericolosa debolezza, ma un ragionevole impulso dell’animo.

Potito De Sanctis

A cavallo tra i secoli XIX e XX, per ben ventisei anni, fu a capo dell'amministrazione comunale; con l'avvento del regime fascista, rassegnò definitivamente le dimissioni. Numerose le opere di ammodernamento da lui fatte realizzare: si segnala, nel 1891, l'installazione, a Castelgrande, del telegrafo e nel 1897 l'ultimazione del nuovo cimitero. In quel periodo furono anche progettati l'acquedotto comunale e l'edificio scolastico, il quale ultimo vedrà la luce solo cinquanta anni dopo. Durante il mandato De Sanctis, fu altresì realizzato l'impianto di pubblica illuminazione. Nel 1956, un comitato presieduto dal prof Aniello DE SANCTIS lo commemorò e fu scoperta una lapide in Largo Municipio che divenne "Piazzetta Potito DE SANCTIS".

Guglielmo Gasparrini

Nato a Castelgrande nel 1804 morto a Napoli nel 1866; fu uno dei più valenti studiosi di botanica dell'Ottocento. Di idee liberali in gioventù, partecipò ai moti del 1848 ed in seguito, graziato, entrò sotto la protezione di Luigi di Borbone-Due Sicilie (1824-1897), Conte di Aquila. Resse in seguito la cattedra di Anatomia e Morfologia Vegetale all'Università di Pavia dal 1857 al 1861, anche grazie ai buoni uffici del Borbone.
Fu professore di Botanica a Napoli e Direttore dell'Orto botanico di Napoli dal 1861 al 1866. Durante la sua direzione furono risistemate alcune aree dell'Orto come l'arboreto, l'agrumeto e il "frutticeto", inoltre fu creata una “Valletta" per la coltivazione di piante alpine e costruita una nuova serra riscaldata, in sostituzione della precedente. Egli si occupò tra l'altro anche della sistemazione del Museo botanico e dell'ordinamento dell'Erbario. Promosse l'impiego del baco da seta cinese nella produzione delle stoffe nel Napoletano.
Fu autore di numerose pubblicazioni accademiche e dedicó gran parte della sua attività scientifica alla morfologia, istologia e sistematica vegetale. Nel campo floristico fu particolarmente specializzato nella flora lucana. Mise in opera l'erbario “Gasparrini”, oggi a Pavia, dove "la flora napoletana - siciliana vi è ottimamente rappresentata e costituisce il merito principale dell'erbario" (Garovaglio).
Realizzò una serie di tavole di botanica, oggi conservate alla Biblioteca nazionale di Napoli.
Nel 1870, anche grazie ad un suo legato di 5.000 lire, fu restaurata la chiesa madre. Nel centenario della scomparsa fu eretto, in suo onore, un busto bronzeo in piazza Dante.